L’insediamento di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America sta per mettere in discussione tanti aspetti dell’economia americana. E tra gli ambiti nei quali il tycoon potrebbe mettere mano, c’è anche quello dei videogiochi. In realtà ciò di cui si va parlando in queste ore non riguarda un intervento diretto al comparto videoludico, quanto invece un intervento che, per quanto indiretto, finirà col ripercuotersi anche in questo segmento di mercato.

Infatti se l’intenzione di Trump di aumentare i costi dei prodotti importati dall’estero dovesse tramutarsi in un atto concreto, tramite l’introduzione di una tassa sulle importazioni, ecco allora che a pagarne lo scotto saranno anche i videogiochi non statunitensi. 

Trump e l'aumento dei costi dei videogiochi

In questi giorni si parla di un possibile innalzamento del 10% dei prezzi di tutti gli hardware e software non statunitensi, per cui anche prodotti come Nintendo Switch, nuova console di casa Nintendo che conosceremo dal 3 marzo, potrebbero finir vittime di questa decisione.

Secondo gli esperti di CNN Money, questa possibilità è da considerarsi più che concreta visto che le leggi statunitensi permettono al presidente di deliberare una misura di questo tipo senza la necessità di un voto da parte del Congresso. Anche per questo la Entertainment Software Association, associazione che rappresenta sviluppatori di videogiochi e publisher, sta monitorando con grande attenzione l’evolversi della situazione.

Alberto Mengora